yoga e meditazione

 

lo yoga

Lo yoga non è una teoria o una filosofia astratta, ma uno strumento concreto per conoscere e riequilibrare i vari aspetti dell’essere umano.

Movimenti dinamici, posizioni statiche e tecniche respiratorie vengono utilizzati per metterci in relazione con il funzionamento estremamente complesso e sottile del nostro corpo e della nostra mente.

È grazie all’affinamento nella percezione di questa relazione che possiamo accedere a una condizione di calma e di non dispersione mentale, questa condizione è una delle prime tappe della pratica dello yoga, non il suo fine ultimo.
Il fine è già inscritto nel significato stesso della parola yoga, cioè ‘unità’, uno stato di unità e integrazione che permette a tutte le potenzialità dell’essere umano di esprimersi e svilupparsi.

La meditazione è parte integrante della pratica yoga, se non il suo frutto più prezioso; nel percorso proposto al Centro Kailash essa ricopre un ruolo importante, se non essenziale.

 

Qui sotto la definizione di yoga utilizzata dalla YANI (Yoga Associazione Italiana Insegnanti) nell’ambito del percorso di riconoscimento della pratica e dell’insegnamento dello yoga tra le  attività professionali non regolamentate disciplinate ai sensi della L. 14 gennaio 2013, n. 4 (G.U. n. 22 del 26.01.2013).

Lo yoga è una disciplina di carattere etico, filosofico e fisico, di tipo globale ed esperenziale che si è evoluta nel corso dei secoli. Esso si avvale di tecniche specifiche e fa riferimento a diverse tradizione dell’India. Consiste nel praticare specifiche posture e opportune tecniche di respirazione in un o stato di distensione e di concentrazione con consapevolezza e rispetto dei limiti del proprio corpo. Tende grazie ad una progressiva presa di coscienza, all’armonizzazione delle facoltà corporee, affettive, morali, mentali e spirituali dell’essere umano nella sua totalità.

 

 

la meditazione

Vimala Thakar sulla meditazione:
tratto da ‘Vivere’- Ubaldini  Editore

“La parola meditazione ha moltissime associazioni. Per arrivare al più profondo significato della meditazione, dobbiamo studiare le associazioni di idee e di emozioni. Per scoprire cosa è la meditazione dobbiamo esplorare cosa essa non è.
Non ci occupiamo qui della parola meditazione come termine derivato dal verbo ‘meditare circa, ponderare su ‘. In questa accezione, meditare implica un’attività mentale o cerebrale dove c’è una relazione tra un soggetto e un oggetto. Il verbo meditare suggerisce l’immagine di un individuo che contempla, che medita su qualche oggetto o su qualche punto focale scelto in precedenza.
L’individuo mette a fuoco l’attenzione esclusivamente su un punto predeterminato per un tempo dato, e si sforza consciamente di mantenere l’attenzione su quel punto. Questo tipo di attività dovrebbe essere più propriamente chiamato concentrazione e non meditazione. …
In sanscrito si fa distinzione tra ‘concentrazione’ e ‘ meditazione’, usando le parole dharana e dhyanaDharana, paragonabile al nostro termine ‘concentrazione’, significa ‘tenere, mantenere l’attenzione’. Dhyana, analogo al nostro termine ‘meditazione’, si riferisce ad uno stato dell’essere nel quale si manifesta una consapevolezza senza sforzo e senza scelta di ciò che la vita è interiormente ed esteriormente.
Dhyana , come ‘meditazione, è uno stato dell’essere, non un’attività. C’è un enorme differenza tra i due.
La meditazione non è uno stato della mente, è uno stato di tutto l’essere. La maggior parte delle persone pensa che la meditazione riguardi solo la mente e non il corpo. Pensa che riguardi il cervello e le sue attività e crede che fermando tali attività possa forzarsi nello stato di meditazione. …
Essenzialmente, la meditazione è un movimento non cerebrale della coscienza umana…”